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PERCORSO CICLOTURISTO
MESOLA - COMACCHIO


Mesola-Gorino Ferrarese Lunghezza percorso 26 km  
                                                                                


Il percorso cicloturistico Destra Po è un suggestivo itinerario di 125 km sull’argine destro del fiume Po che da Stellata di Bondeno giunge a Gorino Ferrarese. Gli ultimi chilometri toccano i comuni di Mesola e Goro.
La via ciclabile completamente pianeggiante, presenta solo rari tratti di strada a circolazione promiscua ed è adatta a tutti, adulti e bambini.
Dal Castello Estense di Mesola l’itinerario della Destra Po affronta l’ampia ansa che il Po di Goro descrive inizialmente verso nord per poi dirigersi a sud per oltre 10 chilometri, delimitando e abbracciando una delle porzioni naturalistiche più significative del Parco del Delta del Po.
Imboccando l’argine che sovrasta il Castello, si percorre un tratto molto selvaggio con grandi campi coltivati e pochissimi casolari. Dopo pochi chilometri si intravede sulla destra la lunga e folta macchia del Bosco di Santa Giustina, un’oasi di notevole interesse naturalistico. L’Oasi è sempre aperta e percorribile a piedi e in bicicletta seguendo gli itinerari attrezzati.
Proseguendo verso sud si costeggia un’ampia area golenale di pioppeti e canneti. Dopo qualche chilometro si nota al centro del fiume la piccola Isola Rossi dalla forma allungata e ricoperta da una folta vegetazione a salice bianco. Sul lato opposto dell’argine si scorge il residuo di un’ansa rettificata del corso del fiume, denominato Po Morto, spesso popolato da anatre di supericie e tuffatrici. Qui si diparte la strada rettilinea che conduce al Gran Bosco della Mesola.
Dopo pochi chilometri si arriva a Goro, suggestivo centro affacciato sull’omonima Sacca e caratterizzato ancora da una fervente attività di pesca. Prima di giungere a Gorino Ferrarese, si domina l’ampia golena dell’Oasi Valle Dindona, una zona umida naturale di interesse ambientale.
La frazione di Gorino Ferrarese infine, formatasi solo a partire dal 1870 sul più recente lembo deltizio, è l’ultimo avamposto abitato prima del mare, dove sopravvive uno degli ultimi ponti di barche sul fiume che collega Gorino alla sponda veneta. L’ultimo tratto del percorso è oggetto dell’itinerario Da Gorino alla
Lanterna Vecchia.
In bicicletta tra Mesola e Goro
lunghezza percorso 22 km


L’itinerario in bicicletta inizia dalla corte porticata che circonda il Castello Estense di Mesola, procede lungo la diritta via Biverare ombreggiata da pioppi cipressini e pini domestici e oltrepassa la SS 309 Romea.
Superate le case di Segalare si svolta a destra nel punto in cui si stacca una curva che immette nella via Boschetto; la strada attraversa le propaggini meridionali del Bosco di Santa Giustina. Si pedala fino al gruppo di case di Santa Giustina, si procede oltrepassando l’idrovora della Pescarina e si segue la strada che si innesta nel percorso della Destra Po. Saliti sull’argine si nota al centro del fiume la piccola Isola Rossi, dove sorgeva un tempo uno stabilimento per la marinatura delle anguille. Sulla destra, sul piano campagna, si scorge l’invaso del cosiddetto Po Morto, un’ansa rettiicata del vecchio corso del Po di Goro, poi interrato.
Si lascia la strada d’argine e si prende la via Cristina che attraversa la bonifica di Valle Pioppa. Dopo 500 m circa, subito dopo aver superato il Canal Bianco, una breve deviazione a sinistra conduce alla chiavica di Torre Palù, costruita a metà del ‘700 in sostituzione della non più efficace chiavica di Torre dell’Abate. Ritornati sul percorso principale, dopo poche pedalate si attraversa il Gran Bosco della Mesola.

Per proseguire l’itinerario si percorrela pista ciclabile sulla SP 27 e prima di giungere a Bosco Mesola si svolta adestra su via Belmonte e si segue l’indicazione turistica per Torre dell’Abate. Dopo più di 3 km, superate le case di Alberazzo, la strada porta all’area di Torre Abate, piccolo gioiello storico-architettonico e naturalistico dell’itinerario, circondato da uno specchio d’acqua e da vegetazione palustre che compongono un quadro di grande impatto estetico. Da Torre dell’Abate si fa ritorno a Mesola in meno di 3 km per la stradina che corre lungo l’argine di sinistra del Canal Bianco; si svolta a destra su via Dossone e ci si ricollega a via Biverare.




Una passeggiata nel Bosco della Mesola

Per una piacevole escursione all’interno del Gran Bosco della Mesola è stata allestita, all’ingresso, un’ampia area attrezzata per la sosta di auto e camper con servizi, un prato verde adatto per pic nic, un noleggio biciclette.
Per entrare nel Bosco, oltre il cancello, si percorre il lungo rettiilo sterrato ombreggiato da pioppi cipressini. A destra si costeggia la Riserva Naturale Integrale Bassa dei Frassini e Balanzetta, nella quale si notano a terra molti tronchi lasciati a degradare naturalmente. La Riserva è finalizzata alla protezione integrale dell’area e l’ingresso vi è consentito esclusivamente per motivi di studio o accompagnati dalle guardie forestali.

Dallo spiazzo circolare comincia la visita interna introdotta da pannelli didascalici, anche in alfabeto braille, con informazioni sulla flora e la fauna tipiche cui seguono le indicazioni di percorsi di diversa lunghezza; all’interno del Bosco sono presenti corrimano per non vedenti. Ci si inoltra nel bosco percorrendo lo stradone che presto si fa sabbioso e dopo circa un chilometro si giunge allo Scolo del Bassone, uno dei corsi d’acqua che percorrono il bosco longitudinalmente, dalla superficie ricoperta da lenticchia d’acqua, sulle cui sponde si può avvistare la testuggine di palude.

In questo punto in cui il percorso si immerge più profondamente nel bosco, si possono avvistare in lontananza esemplari di cervo della Mesola e di daino. Procedendo sul sentiero si raggiunge la rete che delimita ad est il Bosco da cui si intravvede nella campagna la chiavica di Torre Palù e si svolta a sinistra. In questa zona la vegetazione è caratterizzata da biancospino ed essenze mediterranee, come il ligustro e l’asparago selvatico. Si segue la recinzione; il sentiero attraversa la fitta lecceta piegando prima a destra poi a sinistra, dopo poco lo si lascia e si prende la diramazione che si stacca a destra. Superata una duna sabbiosa, si passa un boschetto di pini marittimi; si segue poi la curva a sinistra: qui il sottobosco presenta avvallamenti a volte acquitrinosi e il sentiero ha un fondo con molti saliscendi. Seguendo il sentiero più battuto si arriva alla strada di Torre Palù, già percorsa all’andata: svoltando a destra si ritorna all’uscita, mentre si può percorrere un altro itinerario molto suggestivo e poco più lungo procedendo a destra in corrispondenza del ponticello lungo lo Scolo Arginelli.

In occasioni speciali è possibile seguire un percorso guidato, a piedi o in bicicletta, nella zona normalmente preclusa al pubblico. Il percorso costeggia la riserva integrale Balanzetta per inoltrarsi nel bosco fino al laghetto dell’Elciola e alla radura detta il Parco delle Duchesse; la leggenda vuole infatti che fosse uno dei luoghi frequentati dagli Estensi nei momenti di svago presso la tenuta.




 
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